Morte. Perchè la temiamo?

Che cosa strana la morte! Tutti sappiamo che arriverà ma nessuno o in molto pochi si preparano. Ogni giorno viviamo come se dovessimo vivere in eterno….Si risparmia per il futuro, si fanno progetti per il futuro, si studia per il futuro…come se la vita fosse il futuro e ci dimentichiamo del presente.

Se sapessimo con certezza che moriremo domani….cosa di ciò che stiamo facendo oggi è davvero indispensabile e continueremmo a fare?

A scuola e i nostri genitori, ci “insegnano” a vivere ma nessuno ci insegna a morire. Nessuno parla della morte….se parli della morte la gente ti considera un pessimista, uno iettatore, un depresso e si allontana….si cerca di evitare il discorso.

Viviamo una vita spesso frenetica, accumulando risorse spesso inutili, disperandoci per la politica e l’economia e non ci rendiamo conto che la nostra vita dura poco….nella migliore delle ipotesi 90 anni (che sono meno di 1 milionesimo della durata di una scintilla comparati alla vita dell’Universo) ma, comunque, potremmo morire in qualsiasi momento, anche a 20 anni 

Rappresentiamo la vita come luce e la morte come buio…Perchè?

E’ una caratteristica comune quella di temere ciò che non si conosce e, certamente, la morte non la conosciamo.

Perchè non impariamo a morire? Perchè se dico che voglio vivere sono ben accettato dal sistema e considerato ottimista mentre se dico che voglio morire vengo allontanato e considerato un depresso?

Perchè se vediamo una persona morire (non parlo delle sofferenze…parlo solo del fatto di morire) diciamo…”Poverina”?…Beh…in qualche modo è la stessa discriminazione che si attua nei confronti di chi non vuole avere figli. La società premia chi ha figli (futuri contribuenti del fisco) e perpetua la vita terrena degli esseri umani ma non premia chi non ne ha. La società premia la “vita” , non la morte!….

Eppure…molti scienziati si stanno allontanando dal concetto Morte = Fine. La meccanica quantistica oggi mette in discussione il concetto che abbiamo di morte e vede la morte più come una trasformazione. Probabilmente dopo morti saremo totalmente differenti…potremmo stare in un universo senza economia, senza religioni, senza guerre, senza petrolio senza governanti,senza dei, senza potere….Potremmo semplicemente diventare luce, elettroni, fulmini…parte integrante del tutto e senza la necessità di una coscienza proprie…E’ tanto male questo? 

La paura della morte genera potere e sudditanza….Per paura della nostra morte, della morte delle nostre famiglie abbiamo accettato e accettiamo ricatti quotidiani. Persino chi ti dice che quando morirai c’è un Dio che ti giudicherà….ti mette in guardia affermando che…andrai in paradiso solo se farai ciò che da essi (in quanto portavoce di dio) ti viene indicato (esercizio del potere). Comunque, però, dovrai aspettare che “Dio” decida quando morirai e non potrai essere tu a decidere quando morire. (Se tu svanisci, il loro potere svanisce!)! La paura della morte genera anche ricchezza (Pensiamo solo a quanto lucrano le case farmaceutiche per creare “cure” alle malattie create dai nuovi cibi, dalla tecnologia, dalle radiazioni dall’inquinamento…cure che non sono cure ma rendite perpetue).

Dovremmo cambiare la società…Dovremmo insegnare a morire prima che a vivere. Se non ho paura della morte vivo senza terrore e faccio scelte differenti. Immaginiamo se avessimo la certezza che la vita dopo la morte sia meravigliosa….Quanti vorrebbero vivere una realtà terrena fatta di sofferenze?…Nessuno lotterebbe per i beni materiali, il suicidio sarebbe visto come qualcosa di naturale…(sono stanco della vita terrena me ne vado…un po’ come quando ti stanchi di stare ad una riunione familiare e decidi di andartene)…Un mondo così però sarebbe difficilmente controllabile…I leader non potrebbero esercitare il loro potere (politico o spirituale)….Quindi…è forse questa una delle ragioni per cui non si insegna a morire e non si insegna che la morte è la cosa più naturale della vita?

Oggi, chiaramente certezze non ne abbiamo, però…dovremmo cominciare a vivere la vita come un viaggio verso la morte e intendere la morte non come la fine ma come un cambiamento di stato. In fin dei conti veniamo dal nulla….poi uno spermatozoo incontra un ovulo e…la vita terrena prende forma….da feto ci trasformiamo in esseri sviluppati….Il nostro corpo è testimone di una nascita e morte continua delle nostre cellule ma nessuno si mette a lutto per la morte giornaliera di migliaia di nostre cellule ne fa festa per la nascita di altre….viviamo la vita e la morte in ogni istante…Poi invecchiamo, il nostro corpo muore e ritorniamo da dove siamo venuti….

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