Sindrome del Leader

L’Esercizio della leadership è molto spesso l’esternazione di una debolezza interiore alla quale viene posta una maschera. Il “Succube” che si veste da “Dominatore”

Essere a capo di qualcuno, avere seguaci (follower) diventa una necessità. E’ improbabile che una persona assolutamente in pace con se stessa abbia alcun tipo di necessità che la porti a desiderare di essere “Leader”

Nella migliore delle ipotesi un seguace  conferma al leader che ciò che fa è corretto. Nella peggiore, oltre a ricevere le conferme di cui ha bisogno, il leader sfrutta il seguace.

Maggiore è il numero di seguaci, più si sentirà dalla parte del “giusto”. Più saranno le conferme alle sue incertezze. Il giusto e lo sbagliato, come il bene e il male, sono concetti assolutamente soggettivi e quindi possono variare in continuazione a seconda della personalità del leader. 

Il Padre Violento, l’Influencer, il Guru con bisogno di notorietà, il Dittatore… 

Maggiori insicurezze abbiamo più volatili saranno le nostre “certezze” e più avremo bisogno di conferme e quindi di seguaci. 

Chi è in pace ed in equilibrio con se stesso non ha bisogno di gratificazioni ne di essere al centro dell’attenzione…

Con l’avvento dei Social Media la facilità di comunicazione ed interazione hanno amplificato in modo esponenziale le possibilità di essere al centro dell’attenzione ed oggi assistiamo ad una competizione a suon di Follower…una ricerca disperata di seguaci. Si fa di tutto pur di essere seguiti e di sentirsi leader, creatori di tendenze. Quella che, una volta, era un’ambizione (la leadership) dei pochi che avevano la capacità di esporsi (considerati i mezzi limitati di un tempo), oggi è diventata la chimera di milioni di giovani e non solo… I Social media hanno evidenziato enormemente le profonde debolezze degli esseri umani.

“Il Bisogno Di Potere, Need for power (nPow) è un termine che è stato reso popolare dal famoso psicologo David McClelland nel 1961. Il pensiero di McClelland è stato influenzato dal lavoro pionieristico di Henry Murray, che per primo identificò i bisogni psicologici e i processi motivazionali umani (1938). Fu Murray a stabilire una tassonomia dei bisogni, compresi i bisogni di realizzazione, potere e affiliazione, e li inserì nel contesto di un modello motivazionale integrato. McClelland si ispirò alla ricerca di Murray e continuò a sviluppare ulteriormente la teoria di Murray concentrandosi su questa teoria per quanto riguarda la popolazione umana. Nel libro di McClelland The Achieving Society, A-Pow aiuta a spiegare l’imperativo di un individuo di essere al comando. Secondo il suo lavoro ci sono due tipi di potere, sociale e personale.” (Wikipedia

Il meccanismo del leader si incastra perfettamente con quello del follower. Il Leader ha bisogno di conferme personali che determino la giustezza di ciò che fa , il Follower, da parte sua, ha anch’esso bisogno di conferme che, nel suo caso però, sono direttive comportamentali. Ha bisogno di sapere cosa e come fare. 

Poco importa il livello culturale e/o l’intelligenza. Se quegli ingranaggi si incastrano, il gioco funziona “perfettamente”. Cultura e Intelligenza maggiore o minore  (Sia dei Leader che dei Follower)  possono, comunque, determinare l’entità  dell’interdipendenza. 

Entrambi i comportamenti sono la conseguenza di mancanze interiori ma si compensano, in qualche modo, vicendevolmente.

Avrete notato che il Personaggio famoso quasi sempre non si stanca mai di esserlo…fino alla tarda vecchiaia cerca di mettersi in mostra e non perdere quello status. 

Quante volte pensiamo: “E’ tanto ricco e potente, ma chi glielo fa fare di continuare. Perchè non si gode il denaro?” Il problema è che la necessità di ricchezza e potere non dipendono dal bisogno di potersi comprare qualcosa ma dal bisogno di sentirsi potenti ed avere una compensazione di ciò che manca interiormente. Mancanze compensate, in qualche modo,  dai seguaci. 

Scopri le debolezze interiori dell’uomo più ricco e potente del mondo…e sarai ancor più ricco e potente (seppur nell’ombra) 

Ecco perché c’è una caccia indiscriminata di informazioni. Ecco perché i Social Media, le Aziende, i Governi stessi, collezionano e vanno a caccia di dati personali. Perché comprendere la psicologia degli individui ne mette a nudo le debolezze e determina il potere.

Grazie all’accumulo di informazione, alla capacità di gestirle e all’Intelligenza Artificiale, alcune società hanno cominciato a creare persino dei Leader Influencer Virtuali. Esseri che esistono solo all’interno della rete ma che cominciano ad avere un potere mediatico grande. 

Questo è il caso di Lil Miquela, ad esempio. Questa Influencer Cantante che è  solo Bit e che su Instagram ha 1,6 milioni di Follower.

La realtà è  semplicemente una questione di percezione. I media ci portano a  percepire un insieme di Bit come un essere non tanto differente da noi e, magari una moltitudine di persone piangerà pure quando e se lo faranno “morire”.

E’ così gratificante sapere che chi ti  seguirà sarà sempre e solo qualcuno con delle “carenze emozionali” più o meno gravi e che potrebbe sostituirti in men che non si dica con chiunque altri compensi le sue deficienze, fosse anche un Influencer Virtuale?

Non sottovalutate i Rapporti di Coppia…Nella maggior parte di essi si crea un processo di interdipendenza molto simile a quanto già descritto e che ne determina una profonda instabilità (poco importa se duri anche 50 anni…la durata sarà solo dipesa dal fatto che nessuno dei partner è stato in grado di trovare un’alternativa migliore). Un rapporto di coppia tra 2 individui non interdipendenti, molto probabilmente, sarà estremamente differente dalla stragrande maggioranza di rapporti di coppia e avrà poco o nulla del tipico “clichè della bella coppia” al quale siamo stati abituati.

Il leader può trasformarsi in Follower?

Il Leader è anche Follower. Un ricco e potente uomo d’affari avrà sempre qualcuno al di sopra (magari un politico, o un capo spirituale, o un guru)…probabilmente da bambino è stato succube dei genitori o dei compagni di scuola… La Leadership è come il Poker..non esiste una mano vincente in assoluto. 

Lo stesso dicasi per il Follower…

E’ difficile che ci sia un “Seguace di tutti”. E’ molto probabile che un seguace di qualcuno, cerchi a sua volta (predatore psicologico) un essere più debole sul quale esercitare la propria leadership (Animali, figli…partner…)

Questo significa che chi è Leader debba necessariamente avere i “problemi” sopra menzionati?

Chiaramente no. Non è il fatto di essere Leader ma l’attitudine di Leader e la determinazione ad esserlo il più a lungo possibile. Viviamo in un sistema costruito gerarchicamente. Per questa ragiona ci dovranno essere sempre dei leader e dei sottoposti. 

Chi ha la necessità di comandare  ostenta potere, si mette  in mostra e vuole perpetrare il più a lungo possibile la sua posizione di “supremazia”…è differente da chi viene promosso ad un posto di comando semplicemente per meriti reali e che non ha alcun interesse nel far pesare il proprio ruolo.

Per provare a modificare la propria Percezione e comprendere quali siano le proprie deficienze, è bene fare un esercizio di introspezione e cercare di fare una auto analisi ponendosi delle domande: “Perché seguo questa persona”? – “Cosa ha questa persona che io non ho”? “Perché vorrei essere così” – “Che cosa ho io che quella persona non ha”?….etc.etc.etc…

I “Leader” sono passeggeri…passano come le mode. L’unica cosa che resta è la nostra Percezione…se non la cambiamo, ogni volta che muteranno le mode, avremo la necessità di sostituire i vecchi leader con i nuovi e ne saremo sempre dipendenti. 

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Photo Credits: SponchiaHebloKeith HardyYifei ChenClker Free VektorGraphiv MamaGeralt 

Photo Edit and Composition: Giorgio Lo Cicero

 

1 commento su “Sindrome del Leader”

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