Perché temiamo la morte?

Temere ciò che non si conosce è una caratteristica molto comune. Cosa c’è di meno conosciuto della morte?

Sebbene ci siano decine di individui che affermino di sapere cosa ci sia oltre la morte, nessuno di essi è mai riuscito ad offrire prove evidenti e certificabili. Si brancola nel buio.

Leggende metropolitane, racconti personalizzati e deformati di gente resuscitata, di deja-vu, di persone che ricordano perfettamente avvenimenti passati. L’unico problema di tutto ciò è che nessuna di queste centinaia di esperienze è stata certificata. Fermo restando che un “Deja-vu” potrebbe anche avere tantissime altre spiegazioni.

Secondo i ricercatori,  non ci sono ancora risposte precise ed assolute circa il momento esatto in cui avviene il totale decesso. Non esiste un metodo per diagnosticare la morte cerebrale e non esiste un  modo per essere certi di quando si perda tutta la capacità della consapevolezza. (The Challenges of Defining and Diagnosing Brain Death)

Una nuova ricerca condotta è stata importante  per determinare entro quanto tempo sia possibile rianimare prima di un danno irreversibile al cervello. (Terminal spreading depolarization and electrical silence in death of human cerebral cortex)
Ad oggi si pensa con ragionevole certezza che dopo 12 minuti di interruzione dell’attività cardiaca, un individuo possa essere dichiarato definitivamente morto. 

Nessun caso di pre-morte ha riguardato arresti cardiaci per tempi così lunghi quindi, parlare di ritorno dalla morte è decisamente inverosimile.

La morte, dunque, resta uno degli innumerevoli “punti oscuri” che  la scienza cerca di schiarire.

Ci “preparano” a vivere fin dalla nascita ma nessuno ci prepara a morire. Eppure la morte è l’unica cosa certa verso la quale, volenti o nolenti, andremo. Il fatto che si sappia nulla della morte non giustifica il fatto che nessuno ci insegni come prepararci ad essa. D’altronde anche qualsiasi speculazione sul futuro è il frutto di semplici fantasiose proiezioni mentali.  Ti “preparano”, ad esempio, al mondo del lavoro quando potresti morire prima o potresti intraprendere strade che si allontaneranno  dalla “preparazione” ricevuta. 

In questo modo, molto spesso, chi si trova di fronte alla morte è mentalmente impreparato e vive l’idea come un incubo terribile.

Pensiamo, per un istante, da dove siamo venuti. Noi, intesi come esseri coscienti di noi stessi, non siamo sempre esistiti. La Coscienza di noi stessi è nata in un preciso momento ma dove eravamo prima? 

Se ad un individuo togliessimo il 100% del cervello, cesserebbe di avere una “Coscienza di Se Stesso. Parlo del 100% in quanto ci sono stati casi, ad esempio, in cui  un nascituro aveva solo un 2% del cervello che poi però si è “auto guarito” fino a raggiungere delle dimensioni quasi normali. (Link)  O  di un uomo di 44 anni che a causa di una idro encefalite aveva solo il 10% del cervello ma che comunque ha condotto una vita “normale” con un Q.I di 75. (Link

Quindi, se cessa la coscienza e dunque la consapevolezza di noi stessi, cessa anche la vita per come la intendiamo. Un individuo senza cervello, può avere una “Coscienza Esistenziale”, nel senso che può sentire di esistere ma non come individuo distinto. In pratica non avrà Ego. Non soffrirà e si sentirà semplicemente parte dell’Universo.

In questa situazione sarà dunque incapace di comunicare (oppure non saremo noi in grado di percepire la sua comunicazione). Esattamente come accade nei casi “Locked in” di individui con danni cerebrali estremamente elevati e non in grado di dare segni vitali “coscienti”. Nei casi “Locked in” infatti, i medici non sono in grado di determinare se il paziente sia cosciente o no. 

Un corpo senza la coscienza di se è materia (energia) . Poco importa la forma che ha. D’altronde se al posto degli occhi avessimo altri sensori, quel corpo ci apparirebbe completamente diverso.  Materia dunque , forse Cosciente, ma certamente senza Ego. Per questa ragione, quando pensiamo a dove eravamo prima di nascere, possiamo immaginare di essere stati sempre “Materia” ma in altra forma. Noi siamo diventati noi  non tanto nel momento in cui ci siamo plasmati in un certo modo (Vedi un corpo senza cervello che potrà solo avere una “Coscienza Universale” che non può morire), ma nel momento in cui abbiamo preso Consapevolezza di Noi stessi e si è formato l’Ego. 

Quando moriamo, dunque, torniamo semplicemente da dove siamo venuti... L’Energia si trasforma nuovamente e si disperde e con se porta la Coscienza Universale che ha sempre mantenuto e sempre manterrà. Ciò che termina è l’Ego, la Consapevolezza di noi come esseri distinti e l’archivio di dati immagazzinati nel cervello  che hanno plasmato il nostro ego e che hanno dato forma alla nostra “personalità superficiale”

L'”Amore”, l'”Odio” e qualsiasi “Sentimento” che proviamo verso un altro individuo sono sentimenti molto superficiali. Noi proviamo sentimenti per l’Ego e la fisicità  degli altri individui…. Se amassimo la “Coscienza Universale” di quell’individuo…non lo restringeremmo all’individuo stesso  per il semplice fatto che ognuno di noi è semplicemente un cumulo di atomi che varia e che continuerà a variare eternamente ma che fa parte di un Universo Unico…

Per questa ragione, quando perdiamo qualcuno, sentiamo la mancanza del suo ego e a soffrire è il nostro ego. I sentimenti umani non sono altro che “scambi egoici” 

Se proviamo a vedere noi stessi come parte di tutto e gli altri come parte di tutto…non ci saranno amici, familiari, nemici….ci sarà “semplicemente” il tutto. 

Ogni storia singolare (quindi ogni essere vivente visto a livello  egoico) sarà come un libro…il contenuto di un libro esiste per chi lo legge…viene immagazzinato nelle menti di chi ne sfoglia le pagine…ma se quel libro scompare e le menti che lo hanno letto si dissolvono, non resterà nulla del contenuto. L’Energia di quel libro, invece, durerà per sempre e non scomparirà mai. Tutt’al più assumerà altre forme. Il contenuto di un libro è semplicemente il frutto dell’Ego…non ha nulla di universale ma è semplicemente soggettivo…

Se cerchiamo di guardare le cose più in profondità…all’Universo non importa nulla del nostro pensiero (Ego)…l’unica cosa essenziale per l’Universo siamo noi in quanto energia e Coscienza Universale.

Noi, come Coscienza Universale siamo Immortali.

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2 commenti su “Perché temiamo la morte?”

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