Commemorare non serve a ridurre l’odio. Al contrario può persino accrescerlo.

Il mondo “esterno” è il riflesso di ciò che la nostra mente elabora. Tutto ciò che avviene all'”esterno” in realtà avviene dentro di noi. Potremmo definire l’Universo “esterno” come una replica del nostro Universo “interno”. Non avviene nulla nel “mondo esterno” che non avvenga al contempo in quello all’ “interno” della nostra mente e secondo le sue regole. 

La nostra psiche ha un vero e proprio Governo interno , proprio come i governi che abbiamo creato/proiettato nel mondo esterno. “Quando Jung disse che i sintomi sono la guerriglia della psiche, intendeva dire che gli aspetti oppressi del sé non acconsentono; sabotano. Come nel vero sabotaggio, le cose peggiorano quando il governo è totalitario o autocratico quando compromette i sani modi di protesta, che includono la libertà di parola e il diritto di lamentarsi.
Le persone che bandiscono determinati pensieri hanno maggiori probabilità di diventare sintomatiche. Non ci sono molti tiranni puri nel mondo politico, ma sono abbastanza comuni nelle psicologie individuali dei nostri simili.” ( What Political System Rules Your Psyche? )

Tendiamo a replicare sistemi interni.  Ci troviamo di fronte ad individui che amiamo, che odiamo, che ci risultano indifferenti che ci risultano simpatici o antipatici. Ognuno di essi è parte di noi stessi e della nostra Coscienza Consapevole. La persona che odiamo è la parte che odiamo di noi, quella che amiamo è la parte che riteniamo migliore etc etc. In pratica, quotidianamente, ci confrontiamo con noi stessi. Ci interrelazioniamo con le infinite sfaccettature della nostra “psiche”. Le giudichiamo, veniamo giudicati, le amiamo e le odiamo. 

 Quante volte vi è capitato di avere dei pensieri terribili e dire a voi stessi: “Ma che diavolo di pensiero mi è venuto in mente”? I pensieri, molto spesso, sono incontrollabili. E’ questo il motivo per il quale il “Terrorismo” l'”Odio”, le “Guerre” non potranno mai terminare. Proprio perché i nostri pensieri “cattivi” tendono a formarsi continuamente  il modo in cui li affrontiamo è quello che fa la differenza. 

Jung, come abbiamo già visto, affermò che “le persone che bandiscono determinati pensieri hanno maggiori probabilità di diventare sintomatiche” Questo significa che il pensiero “cattivo” non va censurato ma va affrontato in modo costruttivo. 

Se accettiamo il fatto che il Terrorismo , il Nazismo, la Mafia e l’odio in generale li creiamo noi e sono il frutto della nostra mente, avremo fatto il passo più importante. Come i pensieri cattivi “involontari” non possono essere controllati, allo stesso modo il Terrorismo, il Razzismo, l’Odio…non possono essere controllati. Avvengono naturalmente perché così è la natura umana. Reprimerli sarebbe ancora più deleterio in quanto ne amplificherebbe la magnitudo.  L’unico modo per “combatterli” è  accettare il fatto che sono parte della natura umana e che minore rilievo daremo loro meno forte sarà l’ effetto che avranno nella nostra vita…Non dovremo, comunque, metterli da parte o evitarli in quanto sono comunque parte di noi e la loro negazione contribuirebbe semplicemente a renderli più forti e più presenti.

Negare o evitare un pensiero “cattivo” legato ad un evento o ad un luogo o a un argomento , in realtà non cancella il problema ma, semplicemente, lo nasconde o lo maschera. Lo rende più difficile da raggiungere alla mente cosciente. Il subconscio, però,  avrà un totale e facile accesso ad esso in quanto bypasserà le censure .

Le censure che il nostro “Governo Interiore”  cosciente applicherà a taluni elementi a livello subcosciente saranno dunque vissute in modo conflittuale . In pratica potremmo avere dei problemi comportamentali e/o persino di salute indiretti dovuti proprio alle censure e ai divieti coscienti apposti a taluni argomenti. 

La Commemorazione ci da l’idea di fare qualcosa di buono e ci illude di ripulirci, in qualche modo, la coscienza. Il nostro “Governo Interiore” ci dice che dobbiamo pentirci, che siamo stati cattivi e che dobbiamo fare qualcosa che ce lo ricordi per sempre.

Commemorare continuamente ed erigere “monumenti” perenni nelle nostre menti, invece,  attribuisce un peso enorme ad eventi che, ne più e ne meno,  sono il semplice frutto della natura umana. La commemorazione tende ad evidenziare maggiormente il “problema”  tanto da potere fare insorgere ulteriori conflitti interiori che nascono da una ribellione al giudizio di colpevolezza. I conflitti interiori vengono poi proiettati nel mondo esteriore e le conseguenze possono essere devastanti. 

Pensate che il nazismo non torni grazie alle migliaia di monumenti, lapidi, targhe e mausolei alla memoria? A dire il vero e osservando gli eventi odierni, non si direbbe che questo funzioni. Quante lapidi e monumenti commemorativi ai caduti della Mafia sono stati creati? Eppure…la mafia è viva e persiste. La Commemorazione è semplicemente una simulazione di pentimento.

Le Commemorazioni tendono a creare astio e movimenti “nostalgici” e rendono persistente e perenne un problema che invece dovrebbe essere ricordato in modo più tenue e dovrebbe essere accettato come parte della natura umana. Incolparci di avere pensieri “cattivi” è come incolparci di non potere camminare nell’aria. Dobbiamo accettare la nostra natura e insegnare al nostro governo interiore a non giudicarci e non incolparci perché noi esistiamo e siamo esseri umani e non piante o montagne  non per nostra scelta. Il giudizio porta al conflitto e il conflitto viene proiettato nel mondo “esteriore”.

Ci sono migliaia di monumenti contro le guerre eppure…ogni anno ne inventiamo  di nuove  e per ognuna troviamo sempre una giustificazione per rasserenare la nostra coscienza e il nostro Governo Interno e poi, costruiamo nuovi monumenti per sentirci in pace. In questo modo non cambieremo mai.

Basterebbe, ad esempio,  semplicemente registrare e rendere pubblici e fruibili a tutti le statistiche di morte (e quant’altro) relazionate alla Guerra perché questa assuma il giusto peso nella nostra Coscienza. Senza la necessità di cospargere la Terra di monumenti alla memoria. 

La Guerra e l’Odio in generale sono parte della natura umana. Accettiamo ciò che siamo, non nascondiamoci dietro delle scuse e in questo modo riusciremo a controllare e rendere sempre meno presenti le violenze dentro di noi e nel mondo che proiettiamo. 

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Photo , Editing and Composition: Giorgio Lo Cicero

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