Libero Arbitrio: un’Invenzione dell’Ego

La domanda se ci sia o meno il “Libero Arbitrio” riguarda  uno dei temi esistenziali più importanti e che, molto probabilmente, non avrà mai una risposta oggettivamente comprovabile. 

Innanzitutto cerchiamo di comprendere perché gli esseri umani abbiano il bisogno di credere che ci sia un “Libero Arbitrio”,  che ognuno di noi possa cambiare il proprio destino e che le proprie azioni abbiano un impatto  fondamentale nella vita e nell’Universo attorno a noi. 

L’idea che sia tutto predeterminato e che qualsiasi azione non dipenda da chi la compie tenderebbe a “svuotare” di significato la vita di ognuno. E’ importante notare che questo “significato” è il semplice risultato di una visione “egoica”. E’ il nostro ego a dare un “significato” alla vita in quanto la vita non ha un senso oggettivo ed ogni essere umano tende a darle il proprio. 

Il”libero arbitrio”, in qualche modo, ci investe di un potere. Il potere di potere decidere, di potere agire e, attraverso le decisioni e le azioni di potere modificare gli eventi. Tanto più ego avremo tanto più importante sarà per noi il bisogno di “potere”.Tanto minore sarà l’ego tanto minore sarà il bisogno di dare un senso alla vita e tanto meno importante diventa la facoltà di avere potere e dunque un libero arbitrio. 

Un essere umano ricco si compiacerà di esserlo diventato grazie alla propria intelligenza, alle proprie azioni, alle proprie scelte…Cosa c’è di più egoico di questo? Un essere umano povero potrà pensare di potere fare lo stesso e, comunque, di potere ottenere di più dalla vita attraverso il proprio comportamento. Un comportamento atto all’ottenimento di benefici e/o all’emulazione di personaggi ritenuti ammirevoli. Anche in questo caso siamo di fronte ad un comportamento dettato dall’Ego. Se ad entrambi gli individui si dicesse che sono ciò che sono solo perché tutto era già predeterminato, rischieremmo di farli entrare in depressione in quanto svuoteremmo di significato le loro vite,  uccideremmo le loro speranze e amputeremmo il loro Ego che suggerisce loro che sono ciò che sono grazie alla loro destrezza, intelligenza, caparbietà, forza etc etc. 

Un essere umano con un ego ridotto che si accontenta di quello che ha, che vive alla giornata e che non desidera nulla, non avrà grandi problemi ad accettare l’idea che non esista un libero arbitrio in quanto continuerà a vivere alla giornata senza progetti e senza aspettative. Semplicemente accogliendo ogni evento come parte della vita.

L’Ego ha dunque un peso estremamente rilevante sulla negazione della predeterminazione. Io, essere egocentrico, non posso accettare di non avere il potere di cambiare le cose e non posso accettare il fatto che le mie azioni siano già state determinate e che possa essere un semplice “burattino”.

Cerchiamo ora di esaminare le cose in un altro modo. Immaginiamo che “là fuori” (inteso fuori della nostra mente) esista un “Universo Oggettivo”. Immaginiamo che questo “Universo Oggettivo” sia un insieme “infinito” di particelle. Nel momento in cui “apriamo gli occhi” e cominciamo a percepire, la nostra “Coscienza Consapevole” dà forma a ciò che percepiamo e crea, in questo modo, l’Universo che ci circonda. Un po’ come quando accendiamo il monitor di una televisione o di un computer mentre sta girando un film e cominciamo a percepirlo (vederlo in questo caso). Il film è stato già prodotto e non si può cambiare, noi possiamo semplicemente vederlo, provare sensazioni, emozionarci ma non possiamo cambiarlo. Allo stesso modo, nel momento in cui prendiamo coscienza dell’Universo che ci circonda, ci troviamo di fronte ad un film “già girato”. Noi siamo semplicemente osservatori e non possiamo cambiare nulla. E’ solo il nostro Ego che ci convince di essere in grado di potere alterare gli eventi. 

Abbiamo bisogno di qualche nozione di meccanica quantistica per comprendere meglio il pensiero.

L’entanglement quantistico si verifica quando due particelle si legano indissolubilmente e qualunque cosa accada all’una influisce immediatamente sull’altra, indipendentemente da quanto siano distanti. Questo significa che le due particelle entangled  a qualsiasi distanza si troveranno avranno uno stesso comportamento che sarà determinato dall’osservatore (o strumento di osservazione). La cosa straordinaria è che una volta osservata una particella , l’osservazione influenzerà il comportamento dell’altra e, anche nel caso avesse avuto un comportamento differente, in qualche modo il “passato” verrà “cancellato” e questo risulterà uguale a quello della particella osservata. (L’esperimento del cancellatore quantistico)

Questo esperimento dimostrerebbe che non esiste un “Realismo Locale” come affermato da Einstein ma la “realtà” si formerebbe solo attraverso l’osservazione (consapevole). Sebbene possa sembrare assurdo, la camera da letto di casa vostra non esiste fino al momento in cui essa non venga osservata da voi. 

Ma cosa c’entra tutto questo col libero arbitrio?

Se l’osservatore (Coscienza Consapevole) “crea” la materia attraverso l’osservazione consapevole che fa collassare le particelle, significa che l’Universo non è altro che una creazione probabile che prenderà forma solo nel momento in cui sarà osservata. Quelle particelle esistono comunque e potrebbero essere i soli elementi “oggettivi” esistenti. L’osservazione consapevole le farà collassare e darà luogo ad una “Realtà soggettiva”. Non potranno essere cambiate le particelle in quanto oggettive. Potrà variare solo la percezione di esse.

Se immaginiamo di essere osservatori/coscienze consapevoli circondati da trilioni di particelle alle quali, attraverso l’osservazione, daremo forma, non potremo cambiarne il flusso o la quantità o quant’altro. Potremo semplicemente percepirle (osservarle) e la nostra realtà soggettiva dipenderà dal punto di vista (spazio/temporale) che avremo, e dai nostri sensori  percettivi. Nulla cambierà a livello oggettivo. Non potremo cambiare la materia. Non potremo mutare l’Universo “oggettivo”. La Coscienza consapevole è semplicemente come un ricettore in grado di “decodificare” i segnali (particelle) che riesce ad osservare. 

Se ci allontaniamo un attimo dalla meccanica quantistica e proviamo a confrontarci con lo studio del cervello e la sua reattività, scopriremo che prima di compiere un’azione il nostro cervello riceve un Input, ne prende Coscienza e poi, con un gap temporale di ritardo (che, sebbene sembri minimo, se raffrontato ad unità’ di misura temporali infinitesimali è una eternità) compieremo un’azione. Esperimenti fatti dimostrano come sia possibile prevedere l’azione di un individuo (attraverso il monitoraggio cerebrale) prima ancora che questi la compia. Questo fenomeno evidenzia ulteriori dubbi relativi all’esistenza di un “Libero Arbitrio”. 

Torneremo altre volte sull’argomento del “Libero Arbitrio”. Per affrontarlo senza conflitti interiori,però, dobbiamo mettere da parte tutti i pregiudizi derivanti dall’Ego ed aprire le menti alla possibilità estremamente probabile che il Libero Arbitrio sia semplicemente una invenzione del nostro Ego. 

Photo Credits:  024_657_834  –  Tskirde 

Photo Editing and Composition: Giorgio Lo Cicero

1 commento su “Libero Arbitrio: un’Invenzione dell’Ego”

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