L’Universo esterno è la proiezione cosciente del nostro Universo interiore.

Prima di continuare il cammino introspettivo e il relativo tentativo di interpretazione dei fatti che accadono attorno a noi è importante delineare il confine entro il quale siamo rinchiusi e che determina tutto ciò che, in qualche modo, percepiamo come esterno a noi.

Parlo della Coscienza. Argomento che ho ripetutamente trattato in passato.

Ormai è chiaro il fatto che non sia possibile dimostrare oggettivamente l’esistenza di un Universo Esterno alla nostra mente (percezione cosciente).

Abbiamo già visto come qualsiasi esperienza viviamo e qualsiasi cosa osserviamo in realtà non possano prescindere dalla nostra struttura logica e, pertanto, da essa vengano interpretate e manipolate. Per questa ragione il nostro “tutto” sarà sempre limitato alla nostra struttura logica.

La Terra nella quale “viviamo” deve avere certe caratteristiche. Se la nostra struttura cosciente si imbatte in un pianeta sconosciuto (ad esempio Marte) lo troverà dapprima inospitale in quanto le caratteristiche di “abitabilità” non rispecchiano la nostra struttura logica. Avrà pertanto bisogno di un lungo processo di apprendimento tale da potervi creare un ambiente strutturalmente logico per potere “sopravvivere”.

Il “progresso” non è altro che la riduzione alla nostra struttura logica di fenomeni o elementi che inizialmente non siamo in grado di comprendere.

Abbiamo già visto come l’Universo sia strutturalmente molto simile alla struttura del nostro cervello, alle interazioni sinaptiche e ai neuroni. La stessa espansione dell’Universo è come l’espansione della nostra Coscienza.

Abbiamo visto come le persone che amiamo o che odiamo o con le quali interagiamo possano essere semplicemente gli alterego che si trovano nella nostra mente. Per mente intendo un luogo ipotetico nel quale si formano la percezione cosciente e la struttura logica. Il mio universo potrebbe, ad esempio, essere il frutto di un “cervello” in provetta situato da qualche parte.

L’amico potrebbe essere una parte di noi con cui ci sentiamo a nostro agio. Molteplici personalità che si intercambiano e interagiscono tra loro creando una moltitudine di individui che, in realtà, potrebbero essere semplicemente innumerevoli tasselli della medesima coscienza.

Noi siamo i più grandi giudici di noi stessi e nel mondo esterno esiste un sistema giuridico molto simile alla nostra struttura logica. Molteplici regole e continui giudizi di cosa sia giusto o sbagliato (Bene e male)

In pratica il mondo “esterno” sembra proprio essere il riflesso del nostro universo interiore filtrato dalla nostra struttura logica.

E’ importante che qualsiasi ragionamento futuro che affronteremo non prescinda da questa possibilità estremamente probabile.

Quando scrivo di un mondo esterno, in qualunque chiave lo esprima, è sempre sottinteso che possa essere semplicemente una proiezione della “mente”ma, per facilità, lo descrivo come se fosse reale ed esterno a noi.

Quando dico “noi” in realtà posso semplicemente riferirmi a quella parte di me che, coscientemente, percepisco sia qualcun altro. Un po’ come un soggetto con personalità multiple che parla dei suoi alterego come fossero oggettivamente altri soggetti.

Se parlo di politica, ad esempio, sebbene ne tratti come di un qualcosa di “oggettivamente” esterno, è molto probabile che anche essa sia semplicemente una proiezione della mia mente. Una politica di corrotti può ad esempio essere il frutto di una percezione cosciente elaborata da una mente conflittuale. Qualsiasi oggetto e ridotto ad una tavola periodica degli elementi.

Questo perché non siamo in grado di comprendere qualcosa che non sia come “noi”! Per “comprendere” dobbiamo ridurre qualsiasi cosa alla nostra struttura logica e, quindi, capacità cognitiva. Viaggiamo all’interno della nostra Coscienza.

Qualsiasi fenomeno, oggetto, individo sono proiezioni mentali a cui noi, attraverso una struttura logica, diamo forma e significato. Il mondo esteriore è semplicemente il mondo interiore sebbene, per convenienza, spesso ne tratterò come di qualcosa di oggettivo.

Questa premessa è importante per continuare il viaggio introspettivo. Sebbene spesso parlerò di me e di un mondo estoriore come oggettivamente rilevanti, dovremo sempre far riferimento a quanto appena scritto.

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