Quando bloccare un governo diventa un obbligo morale.

Oggi ci troviamo in un momento storico estremamente complesso e al contempo pericoloso.

Preferisco usare sempre il parallelismo tra “governo” interiore e “governo” esteriore. Abbiamo, infatti, già visto come non sia possibile in alcun modo potere dimostrare che all’esterno della nostra mente ci sia una realtà oggettiva. Abbiamo visto come molto spesso la “realtà” esteriore sembri essere un riflesso della nostra realtà “interiore”.

Il Governo (in generale, con potere giudicante) è il frutto della necessità compulsiva che abbiamo di giudicare. (Bisogno compulsivo di giudicare. Perché giudichiamo). E’ un prodotto dell’ego.

Il “governo interiore” è quello che ci giudica e che da luogo alle nostre personalità, e il “governo esteriore” è quello che ugualmente giudica noi e tutto ciò a cui , eventualmente, la nostra percezione cosciente da forma e considera come “universo esterno”.

Non ha importanza la distinzione tra “realtà interiore” e “realtà esteriore” nel momento in cui si entra nel campo di una “realtà percepita” . Una realtà è una realtà nel momento in cui la si percepisce come tale.

Il “governo interiore” è, dunque, quel sottoprodotto dell’ego che giudica il nostro operato e che dà forma alle nostre personalità. Che crea armonia o contrasti interni. Che ci dà la pace o scatena le guerre più acerrime all’interno della nostra mente.

Le forme di giudizio non sono universali ma arbitrarie. Dipendono da un grande numero di fattori. Educazione, ambiente in cui si è vissuti, informazioni ricevute. Tutto ciò forma la nostra mente e le dà una connotazione ben precisa.

Qualsiasi elemento che consideriamo “esterno” a noi prende forma grazie alla nostra percezione cosciente. Di questo ho già scritto parecchio.

Mia madre, mio padre, fratelli, amici e ambiente esterno potrebbero essere semplicemente il frutto di un programma indotto (un Matrix per dare una idea semplificata) a cui la mia elaborazione cosciente dà una certa forma. Una sequenza di 1 e 0 che prendono forma perchè è così che siamo programmati per elaborare quei dati.

Questo, però, al momento poco importa. Si tratta comunque di qualcosa che viene percepito coscientemente e assume dunque un carattere reale. Pertanto se mia madre è una sequenza di 1 e 0 o un insieme di atomi o qualsiasi altra cosa a cui la mia percezione cosciente dà una certa forma, non ha una grande rilevanza in quanto, qualunque sia la situazione, nel momento in cui percepisco qualcosa come reale, questa diventa reale.

La famiglia e l’ambiente esterno contribuiscono fortemente alla formazione del nostro ego e, quindi, alla creazione del nostro “governo interiore”.

“Famiglia”, “amici”, “ambiente esterno” sono come dei software che entrano a far parte del nostro sistema. Tali informazioni saranno da questo processate e influenzeranno drammaticamente le nostre scelte, i nostri pensieri e il nostro comportamento.

Una famiglia paranoide tenderà a trasmetterci le medesime caratteristiche. Il nostro “governo interiore” comincerà a giudicare le nostre azioni in un certo modo. Tenderemo ad essere sempre sospettosi e diffidenti nei confronti degli altri, anche in assenza di reali minacce. Il nostro “governo interiore” ci ammonirà di non fidarci e nel momento in cui, per qualche motivo, cederemo e ci fideremo, verremo giudicati dallo stesso e questo potrà portarci a conflitti interiori anche gravi che potranno evidenziarsi in molteplici forme che tenderanno sempre ad essere violente.

Un sottomesso, ad esempio, è un essere estremamente prepotente e violento in quanto fa violenza su se stesso accettando un comportamento sgradito da parte di qualcun altro. Il suo governo interno tende a reprimerlo. Lo spinge a non reagire e ad accettare pur soffrendo. Questo è un atto di violenza al pari di chi la violenza gliela fa visibilmente. Una mente “sana” non si sottomette in quanto il proprio governo interiore la lascia libera. Una mente sana è pulita e nel momento in cui si trova di fronte un individuo prepotente si allontana da esso. Non accetta un comportamento vessatorio.

Un governo interiore “tiranno” e intransigente, frutto di un ambiente esteriore che lo ha influenzato in un certo modo e darà luogo ad una personalità irrascibile e violenta. Estremamente lontana dalla pace. Più saremo giudicati e meno sereni saremo. Su di noi incomberà sempre la paura del giudizio, di non rispettare le regole, di non essere all’altezza. Sono queste le armi utilizzate dall’ego (e dunque dal governo) per tenerci sottomessi e per farci agire in un modo piuttosto che un altro.

La rabbia è sempre frutto di un conflitto interiore derivante da un governo interiore autoritario che ci giudica senza appello. Se, ad esempio, rompo un bicchiere e mi arrabbio, lo faccio semplicemente perchè il mio “governo interno” mi giudica negativamente in quanto, a suo avviso, non sono stato particolarmente attento (questo in base a quelle che sono le regole e le leggi frutto di quei fattori esogeni che hanno determinato le caratteristiche stesse del mio governo interiore)

Se mi arrabbio con una persona che la pensa in modo diverso dal mio, in realtà mi arrabbio con me stesso in quanto il governo interno, ad esempio, mi rimprovera del fatto che ho dato troppo spago a quell’individuo e non mi sono allontanato (o per mille altre ragioni che comunque riguardano il mio comportamento giudicato dal mio governo interno). Il nostro ego poi entra in funzione per “proteggerci” e la rabbia che ho verso me stesso viene convogliata invece verso l’individuo che ho di fronte. Il governo interno mi colpevolizza…la rabbia prende forma e l’ego scarica la colpa sull’altro individuo. Tanto più autoritario è il mio governo interiore tanto maggiori sarà la mia rabbia.

Ripeto…la rabbia è sempre il frutto di un governo interiore intransigente e che ci giudica senza possibilità di appello.

Riepilogando: il nostro comportamento è conseguenza del giudizio di un “governo interiore” il quale, a sua volta, è stato influenzato da fattori a lui esterni (famiglia, ambiente etc…) e che in un “universo Matrix” potrebbero essere dei software installati. Il giudizio non sarà dunque oggettivo ma dipenderà sempre ed esclusivamente dalle influenze ricevute.

Se osserviamo l’universo “reale” che ci circonda, ci accorgiamo come funzioni esattamente allo stesso modo. C’è un “governo esterno” che ci giudica e che è influenzato da molteplici altri fattori. Anche in questo caso il giudizio non sarà oggettivo ma dipenderà dalle molteplici influenze ricevute.

Ciò che avviene all'”esterno” e all'”interno” della nostra mente seguono logiche e metodologie analoghe.

L’unico modo di fare pacare la rabbia è mettere in discussione il nostro governo interiore spingendolo a limitare la capacità di giudizio e rimodellarlo attraverso una visione differente di quelle influenze esterne che ci hanno portato a quella situazione.

E’ un processo complesso e doloroso in quanto rimettersi in discussione significa ferire mortalmente il nostro ego e crearne uno molto meno invadente.

Nel mondo “esterno” vale la stessa cosa. Quando il governo comincia ad avere troppo potere tenderà a sottomettere le personalità meno forti mentre comincerà a generare odio e rabbia in quelle più forti. E’ questo il punto al limite del non ritorno. Il punto in cui le personalità più forti devono prendere le redini della situazione e delegittimare un governo che, come un cancro metastatico, sta espandendo il suo potere e il suo giudizio senza dare possibilità di replica.

Un governo autoritario che pensa più a punire che premiare e i pochi premi che elargisce li dà a chi segue ciecamente gli ordini.

Ricordiamo che il sottomesso è semplicemente un violento represso. Non è migliore degli altri. E’ a causa sua che un Governo autoritario prende piede. Il sottomesso si sottometterà sempre a qualsiasi potere quindi è ininfluente ai fini della lotta per la riduzione del potere del governo autoritario e quindi la costituzione di un sistema democratico e pacifico. Il sottomesso seguirà comunque il “vincitore” di turno.

Il governo può essere cambiato solo dalla parte che non si sottomette e che si ribella all’autoritarismo e questo deve avvenire prima che sia troppo tardi e il sistema subisca dei danni irreparabili e irreversibili come in un individuo con pericolosi disturbi della personalità.

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