Relazioni di coppia tossiche

E’ importante tenere in considerazione che per potere entrare in simbiosi con un altro essere umano è necessario avere un equilibrio stabile con se stessi.

 

Un equilibrio emotivo forte prescinde da ciò che ci circonda. Quanto maggiore è l’equilibrio emotivo tanto meno abbiamo bisogno di oggetti o persone vicino a noi.

La pace interiore non deve dipendere da fattori esterni alla nostra mente.

In chiave teorica un individuo con un fortissimo equilibrio emotivo non si scompone di fronte a nulla.

La sofferenza per una perdita presuppone il dolore a causa della privazione di un qualcosa e quindi una dipendenza emozionale. La dipendenza emozionale è la risultante di un disequilibrio interiore.

Una biglia che rotola non ha bisogno di gambe sulle quali appoggiarsi. Un treppiedi cade se viene privato di una gamba.

Più siamo simili emozionalmente ad una biglia tanto maggiore sarà il nostro equilibrio e tanto più saremo in grado di avere relazioni costruttive che prescindano da varie sfumature di dipendenze.

Per avere una relazione di coppia armoniosa occorre tanta empatia. Come la musica che si diffonde e ci infonde calore ed energia dobbiamo essere pronti ad accogliere le vibrazioni che un altro individuo emette senza pregiudizi e senza remore.

Se il nostro equilibrio emotivo è forte accoglieremo le nuove vibrazioni e la nostra frequenza si adatterà ad esse in modo da creare un suono differente ma ugualmente armonioso.

Tanto meno equilibrati siamo e tanto più avremo la necessità di cercare (e accontentarci) di qualsiasi surrogato possa darci una illusione di stabilità.

La scelta di una relazione di coppia tossica dipende da noi.

Quali sono i segnali che inequivocabilmente delineano un rapporto tossico?

Il giudizio e le aspettative sono i più grandi nemici.

Quando ascolto una musica che mi inebria non mi aspetto nulla e non la giudico. Le mie vibrazioni emotive cominciano a danzare con le onde sonore. La musica è quella…non voglio cambiarla ma voglio goderla. Non mi aspetto che faccia cose piuttosto che altre e, d’altro canto, la musica non ha alcuna intenzione di giudicarmi e non si aspetta nulla da me.

Una relazione tra due individui è, prima i tutto, una danza di energia. Nel momento in cui qualcuno si aspetti qualcosa e/o giudichi l’operato dell’altro/a interrompe la danza energetica e crea un conflitto. Una contrapposizione di medesima polarità e alla fine “vince” chi ha la carica maggiore ma in realtà perdono entrambi.

Avere un forte equilibrio emozionale significa non giudicare e non aspettarsi nulla dal partner se non empatia.

Sentire semplicemente il piacere di stare spalla con spalla a contemplare una montagna e comprendersi senza bisogno di parole. Entrare in risonanza.

“Tu non hai fatto le pulizie, io ho fatto questo e questo e tu hai fatto solo quello…” Questo tipo di comportamento porta a “costruire” una relazione simile ad una partnership commerciale piuttosto che ad una danza emozionale.

Avere un perfetto equilibrio emozionale significa saper vivere benissimo da soli…questo implica il fatto che si è in grado di accudire alla casa, fare la spesa, tagliare l’erba, andare in bicicletta, e quant’altro senza bisogno di un “partner fisso-giocattolo”

Se accetto una persona nella mia orbita emozionale non lo faccio per avere un aiuto in casa o un compagno di giochi…lo faccio semplicemente perchè mi fa stare bene e perchè la danza emozionale con questa persona mi gratifica.

D’altronde se apro le porte più profonde e private della mia anima a questo individuo vuol dire che mi fa stare bene semplicemente perché esiste e questo è meraviglioso.

Probabilmente se cominciassimo a lavorare su noi stessi e sul nostro equilibrio interiore ci sarebbero tantissime meno coppie, tanto meno esseri umani ma dei rapporti interpersonali molto più veri e profondi e tanto meno odio.

Oggi invece abbiamo ridotto la relazione di coppia ad un mero atto commerciale. Cominciando con la stipula di un contratto che chiamiamo matrimonio e poi…un do ut des continuo che, coll’andare degli anni si tende a misurare sempre più.

Io ho cucinato 3 volte e tu solo una. Io ho lavato il bagno e tu no….Che tristezza!

Abbiate la forza di dire no a questo tipo di relazioni. So che non è facile ma, alla fine, è la scelta migliore che si possa fare.

Non vale la pena vivere una relazione basata sulla contabilità delle prestazioni, sulle aspettative e sui giudizi.

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