La Solitudine è la nostra migliore compagna

Vi siete mai soffermati a pensare che su questa Terra siete venuti da soli e quando ve ne andrete, sarete “soli” nuovamente? La cosa peggiore della Solitudine è la paura che ne abbiamo.

Il lavoro principale che dobbiamo fare sulla nostra mente è quello di cambiare il modo in cui percepiamo la Solitudine, fermo restando il fatto che non saremo mai oggettivamente  soli. (Solitudine, impariamo a conoscerla

Tendiamo ad associare la scomparsa della sensazione di Solitudine con la creazione di Vincoli e Legami.  (Bisogno di Legami e Disequilibri Interiori) . Questo modo di pensare invece ci rende ancora più vulnerabili in quanto non sono i legami “fissi” che ci fanno sentire meno soli ma il raggiungimento di un equilibrio interiore . Il contatto umano non presuppone l’instaurazione di legami fissi. Si ricerca invece il legame fisso per compensare mancanze e squilibri  interiori.  

La maggior parte di noi vive in ambienti urbani e in continuo contatto con centinaia di persone, giorno dopo giorno. Uscendo per strada, andando al supermercato, in ufficio, al fitness, al ristorante. Ogni giorno incrociamo centinaia e centinaia di persone che, però. rimangono figure evanescenti nella nostra mente e che tendiamo ad evitare. Se non cercassimo legami fissi, non avremmo alcuna possibilità di sentirci soli.  

Cosa avviene dunque nella nostra mente? I disequilibri interiori ci rendono instabili. Cerchiamo allora degli elementi compensatori ed equilibratori che ci mettano in carreggiata. Non entriamo nel merito della psicologia in quanto le motivazioni degli squilibri, la ricerca di equilibratori , la dinamica della ricerca e la metodologia di scelta avrebbero bisogno di almeno un libro di spiegazioni. A noi non interessa questo in quanto dobbiamo “semplicemente” cercare di cambiare la nostra percezione e il nostro punto di vista di osservatori. 

Se, tornando a quanto scritto in premessa, riflettiamo sul fatto che su questa Terra siamo giunti da soli, comprenderemo come la “necessità” di avere legami fissi con gli altri individui sia semplicemente una necessità legata ad un problema della nostra mente. In quanto esseri umani e a causa della nostra fisicità e dell’ambiente nel quale ci troviamo, potremmo avere bisogno di interazioni umane per la sopravvivenza (approvigionamento del cibo, cure mediche….) ma senza la necessità di creare legami fissi. Il legame fisso è un tappo che nasconde un buco.

Potremmo interagire amichevolmente con chiunque (migliaia di persone), in modo costruttivo, creativo, divertente…senza però dovere creare relazioni fisse e ripetitive che poi, sono quelle che tendono ad escludere o perlomeno limitare, gran parte dei rapporti occasionali.

Io ho viaggiato quasi sempre da solo, ma ho anche viaggiato in compagnia. Mi è subito saltata all’occhio la differente esperienza. Quando viaggiavo da solo mi relazionavo con un numero elevatissimo di persone. La mia mente si apriva al confronto con differenti culture e punti di vista. Viaggiando, invece, in compagnia, la tendenza ad instaurare rapporti con altre persone veniva “castrata” . Si “approfondiva” la conoscenza e l’intimità con la compagna/compagno/compagni di viaggio del momento e si trascurava  il “mondo umano occasionale esteriore” . Si intensificava o forzava (a seconda dei casi)  il legame fisso con la compagna/compagno/compagni di viaggio. 

La tendenza a creare legami fissi è estremamente comune sebbene l’Attaccamento sia una delle maggiori cause della Sofferenza. (Perché soffiamo?

E’ difficile potere immaginare un individuo in perfetto equilibrio con se stesso e che non necessiti di alcun legame fisso. Proviamo ad immaginare un “Buddha” compassionevole, amichevole, che interagisca pacificamente con chiunque ma non si leghi ad alcuno.

I legami fissi, dunque, oltre ad essere una chiara manifestazione del bisogno di colmare un vuoto e/o un disequilibrio interiore, non servono a non farci sentire soli. Ci danno semplicemente l’illusione. 

Proviamo invece  a guardare alla Solitudine come una opportunità per conoscerci meglio. Per parlare con noi stessi. Per instaurare relazioni occasionali costruttive, dinamiche, creative con decine di persone giornalmente…Scambiando 4 chiacchiere col tizio nell’autobus, facendo una battuta coll’impiegato della banca, andando a cena ogni volta con un collega diverso (etc etc etc…il limite è solo la nostra fantasia)…In questo modo la Solitudine diventa una risorsa ma non ci sentiremo mai soli. La Solitudine così diventa la nostra vera compagna. L’unica compagna che è stata e sarà sempre con noi. 

 

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Photo Credits: JplenioJulius_Silver – 

Photo Editing and Composition: Giorgio Lo Cicero 

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