Uscire dalla Routine attraverso uno Stile di Vita Vario

La Routine è la morte della mente. La Routine ci rende prevedibili e scontati e, di conseguenza, molto più facilmente manipolabili. 

Una vita di Routine rappresenta la peggiore offesa a noi stessi e alla nostra intelligenza…Ti svegli la mattina e sai cosa farei per i prossimi 30 anni (salvo imprevisti non voluti!)… Sveglia la mattina, colazione, traffico, via al lavoro per 8/10 ore, poi ritorno al traffico, cena, letto… 4 settimane l’anno di vacanze in cui, eventualmente, fare lavorare un poco la fantasia. 

Fin da quando nasciamo veniamo messi su di un binario…ci viene detto cosa sia giusto, cosa sia sbagliato, cosa sia tollerabile e cosa no…La droga fa male perché rende incontrollabili e imprevedibili…il denaro è importante, avere una famiglia, una casa, dei figli sono aspirazioni “naturali” e di cui vantarsi…Vivere alla giornata non è bene…non avere progetti per il futuro è da inetti e sconsiderati…

Fin dalla nascita ci viene costruita attorno una ragnatela sempre più fitta e complessa che ci priva dei movimenti e che l’adattamento edonistico, per non farci andare in profonda depressione,  tende a farci vedere meno terribile di quanto sia in realtà. 

Passiamo la maggior parte della nostra vita facendo cose che ci sono state e ci sono imposte e cerchiamo di farcele piacere fino al punto da convincerci che le avremmo comunque scelte noi. 

Se potessimo vedere la nostra vita con un “Time Lapse” (un video accelerato) ci accorgeremmo della sua monotonia e della sua ripetitività e, forse, ci domanderemmo che cosa stiamo vivendo!

 

Clip Koyaanisqatsi (Life out of balance) - Ripetitività del Comportamento

In uno studio fatto su circa 9000 persone e risalente al 2015, considerata una vita media di 25,915 giorni (71 anni) ecco cosa è emerso su come passiamo il nostro tempo:

180 giorni di attività fisica (0,69%)  –  10.625 giorni guardando apparati tecnologici (41%) – 7.709 giorni stando (29,7%)  –  1.745 giorni socializzando con amici e familiari ( 6,8%)  – 117 giorni ( facendo sesso ) 0,45%  –  30% della vita si passa al lavoro  –  13% della vita passata a scuola – Aggiungiamo poi le ore passate nel traffico, aspettando in coda e…forse, ci renderemo conto di come la vita della maggior parte degli individui venga gettata nell’immondizia.

Siamo davvero tanto contenti di avere una vita del genere?

Gli esseri umani hanno creato una società compulsiva in cui tutto è in continua accelerazione. La tecnologia ci fa risparmiare tempo ma per risparmiare quel tempo abbiamo bisogno di più denaro e quindi di più tempo da dedicare al lavoro per poterla comprare e dunque risparmiare il tempo. Siamo dei paradossi viventi ma non ce ne rendiamo conto. 

Eppure osservo le piante che mi appaiono  serene, immerse nella loro calma flemmatica  e che, decisamente,  non sembrano vivere peggio di noi…gli uccelli cinguettare sugli alberi che, anche senza telefonino e Facebook, cantano felici…senza bisogno di farsi selfie, di studiare, di lavorare…

Nonostante ciò a noi hanno insegnato che la Società vuole dei bravi “robot” che studino per diventare dei “geni” , che apprendano ciò che il sistema  insegna loro, che rispettino le milioni di regole imposte…Tutto ciò proprio per fare in modo che il sistema continui ad auto alimentarsi e persista…poco importa se ciò che apprendiamo sia frutto di semplici verità soggettive in quanto, probabilmente, non sappiamo molto di più di quegli uccellini che cinguettano felici sugli alberi  ( Einstein era un Genio? Relatività della genialità ) Amiamo illuderci di “sapere” e contornarci di oggetti che ci rendono schiavi  per conseguire i quali dobbiamo sacrificare la nostra libertà.

Ci hanno insegnato che un sistema prevedibile è un sistema giusto: “Mi piace la prevedibilità perché so in cosa mi sto cacciando” (Katherine Heigl – Fashion Model ed ottima rappresentante del Sistema edonistico nel quale siamo immersi)

Nevrosi, Depressione, Patologie Narcisiste…sono in continuo aumento ma non ci piace l’idea che possano essere causate proprio dal Sistema nel quale viviamo e che, giorno dopo giorno, anno dopo anno, ritagliamo su di noi e ci avvolge fino a strangolarci 

Non illudiamoci che lavorando duro, che studiando tanto….che rispettando certe regole otterremo ciò che ci è stato mostrato come un giusto obiettivo di vita…Oltretutto il concetto di “giusto obiettivo di vita” è semplicemente una idea indotta che nulla ha di oggettivo. E’ una idea di altri e che noi decidiamo di abbracciare e far nostra…Qualsiasi concetto di “Obiettivo da raggiungere” si forma attraverso le idee dei nostri genitori, delle persone che ci girano attorno e dei bombardamenti mediatici che riceviamo giornalmente. 

Liberarci da queste catene e da queste prigioni mentali è un nostro diritto dovere per il raggiungimento della pace interiore. 

Mi piace pensare che ciò che debba avvenire avverrà comunque e dunque non ha senso elaborare proiezioni mentali future che possano semplicemente alterare la nostra pace e il nostro equilibrio compromettendo il modo in cui viviamo e percepiamo l’Oggi. 

La Vita vissuta attraverso la nostra Coscienza Consapevole è una ed è Ora…ogni secondo di essa che non dedichiamo a noi e al nostro benessere è un secondo perso per sempre.

Noi siamo immortali in quanto energia ma la nostra Coscienza Consapevole muore.  (Muore solo la Coscienza di Noi stessi

 

Cercate di non seguire tutte le direttive del Sistema. Cercate di allontanarvi dai modelli di vita ripetitivi, generati per rendervi schiavi. Fate un po’ di introspezione…se pensate di essere felici…provate a prendere nota di quante volte ridete e fate cose che vi entusiasmano nell’arco di 1 mese…e quante volte invece fate cose ripetitive e non vi sentite particolarmente felici.  Provate a capire quanto siate davvero liberi  e quanto, invece,  dipendiate da qualcosa

Non credo nell’Inferno e nel Paradiso (se non intese come  sensazioni mentali risultato di disequilibri interiori e che si manifestano attraverso il modo di percepire la vita stessa) ma se proprio volessi immaginare un Inferno…lo penserei come un foglio Excel nel quale vengano descritte tutte le ore della nostra vita che abbiamo gettato non pensando al nostro diretto benessere. 

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