Origini dell’Universo: l’Inutile Ricerca

“Se cerchi di capire l’intero universo, non capirai nulla. Se cerchi di capire te stesso, capirai l’intero universo.” (cit.)

La “Ricerca Disperata” delle “Origini” dell’Universo è segnata da un numero infinito di teorie che dopo un tempo vengono riviste, cambiate, ricostruite.

“Le contraddizioni tra le previsioni e le osservazioni della teoria del Big Bang non si limitano affatto a quelle che sono state ampiamente definite una “crisi della cosmologia”. Nonostante la continua popolarità della teoria, praticamente ogni previsione della teoria del Big Bang è stata sempre più contraddetta da dati sempre migliori, come dimostrato da molti team di ricercatori. Le osservazioni sono, invece, coerenti con un universo in espansione che non ha Big Bang. La vera crisi della cosmologia è che il Big Bang non è mai accaduto.”( THE SCIENTIFIC EVIDENCE AGAINST THE BIG BANG )

Il punto è che ci troviamo di fronte a 2 problemi praticamente insormontabili. 

Il Primo è che non possiamo andare contro la nostra “logica” e il secondo è che non siamo in grado di dimostrare che esista una realtà oggettiva al di fuori della nostra “Coscienza Consapevole”

Noi siamo “nati” e, pertanto, ci risulta estremamente difficile immaginare qualcosa che sia sempre esistito. Oltretutto cosa significa “sempre”?

Il tempo è semplicemente un concetto creato dall’essere umano. Non esiste un “tempo oggettivo”. Il tempo è variabile. Varia con la gravità (Il tempo fluisce più lentamente in presenza di una maggiore gravità in quanto questa curva lo spazio/tempo) , cambia a seconda del punto di vista dell’osservatore, cambia in funzione della velocità…Insomma, il tempo è semplicemente un riferimento inventato per giustificare, in qualche modo il “prima” e il “dopo”. Il modo in cui la nostra “logica” funziona ha bisogno del tempo. Il tempo ordina gli eventi. Il tempo giustifica il movimento in quanto nel momento in cui un oggetto dal punto A passa al punto B potremo indicare A come il passato. Senza tempo terminerebbero molti dei nostri punti di riferimento e la nostra “logica” entrerebbe nel caos. 

Il punto è che il “prima” e il “dopo” non esisterebbero se solo osservassimo l’Universo attorno a noi come un insieme di “fotografie” che ci appaiono ed ogni “fotografia” in “realtà” fosse considerata per ciò che è . Una realtà a se stante relativa ad un dato momento la cui “continuità temporale” è data solo dalla nostra mente.  Ovvero semplicemente il frutto del collasso delle particelle che compongono la materia  nell’istante in cui viene osservata da una Coscienza Consapevole. Vale a dire che ogni “cosa” che osserviamo fa parte di una realtà a se stante che si viene a creare esattamente nell’istante della sua osservazione. Il “Prima” e il “dopo” sono irrilevanti in quanto anche noi stessi, istante dopo istante siamo differenti e apparteniamo a realtà differenti. La nostra logica, però, per il modo in cui funziona, ha bisogno di stabilire archi temporali in grado di definire gli eventi attraverso il trascorrere di quello che, per convenienza, è stato definito “tempo”. 

La ricerca di una “Origine”, dunque, non avrebbe senso in quanto l’Universo potrebbe essere semplicemente il risultato di una “Osservazione Cosciente” fatta in un determinato istante (la cui misurazione è ininfluente considerato il fatto che il tempo è una semplice invenzione) e che fa collassare la materia, dandole dunque forma. ( Il Big Bang ha origine ogni volta che prendiamo Coscienza

 

Il Secondo “problema” insormontabile è dato dal fatto che non è possibile dimostrare l’esistenza di un “Universo Oggettivo” al di fuori della nostra mente. L’Universo in “Espansione” potrebbe essere semplicemente il frutto di prese di Coscienza a livelli più elevati. Potremmo persino incontrare gli “Alieni” ma questi potrebbero essere semplicemente il risultato di un incontro fatto durante un viaggio all’interno della nostra Coscienza. (Viaggiamo solo all’Interno della Coscienza Consapevole) Potremmo vedere Dio, i Fantasmi, Babbo Natale…La nostra Coscienza Consapevole (Osservazione) crea la massa e, qualsiasi massa creata dalla nostra “Coscienza Consapevole” è soggettivamente reale. 

La ricerca dell’Origine del “nostro” Universo è come una ricerca introspettiva. Quando riflettiamo sui nostri pensieri, emozioni e ricordi ed esaminiamo cosa significano, siamo impegnati nell’introspezione. Introspezione come tecnica di ricerca. La Ricerca Introspettiva cerca le origini e il significato della nostra “realtà” soggettiva. In pratica la”Ricerca Spaziale” o la Ricerca dell’Origine dell’Universo potrebbero essere equiparate proprio ad una ricerca introspettiva fatta dalla Coscienza Consapevole. (“Ci piace immaginare di viaggiare nello spazio….attraversando il sistema solare fino alle più lontane Galassie.  Ma se questo “viaggio” fosse semplicemente fatto all’interno della nostra mente?)

Non c’è nulla che possiamo “vedere” che non includa almeno uno dei nostri 5 sensi. Persino i macchinari di osservazione che creiamo devono essere in grado di trasformare i segnali percepiti in segnali percepibili dai nostri sensi. Poco importa cosa osserva un microscopio elettronico se poi non verrà osservato da una “Coscienza Consapevole” in quanto un microscopio elettronico , di per sé, non sarà in grado di fotografare o vedere nulla . La materia si forma solo nel momento in cui è osservata da una Coscienza Consapevole e quindi, l’immagine del microscopio, per “materializzarsi” dovrà essere osservata da una “Coscienza Consapevole”.

Per i 2 “problemi” suddetti, gireremo sempre in un loop infinito. Creeremo teorie e le distruggeremo per crearne altre fino al momento in cui non accetteremo il fatto che l’Universo ha origine quando ne prendiamo consapevolezza. Vale a dire nel momento in cui lo osserviamo coscientemente. E’ un po’ come raggiungere la pace interiore accettare il fatto che non possiamo andare al di fuori della nostra coscienza e non possiamo vedere senza coscienza consapevole. Dietro l’angolo di casa può accadere qualsiasi cosa ma fino a quando la mia coscienza consapevole, in qualche modo, non lo percepirà, nella mia realtà soggettiva non sarà accaduto nulla. 

Al contempo, se la mia Coscienza Consapevole mi dirà che io sono un Alieno, nella mia realtà soggettiva io sarò un alieno e chiunque non mi crederà sarà semplicemente uno stupido. 

Per ora concluderei affermando che molto prima di cercare una “Origine” di tutto dovremmo riuscire a provare che esista davvero una realtà oggettiva e che l’Universo là fuori non sia il semplice frutto della nostra mente, spenta la quale anche quell’Universo scomparirà.

Se si riuscisse a dimostrare il fatto che noi e tutto l’Universo che ci circonda siamo il risultato di una Coscienza Consapevole in un secondo tempo si potrebbe cercare di alterarla e, in questo modo, cambiare in meglio la nostra natura, sconfiggere le malattie, terminare con le guerre. Fino a quando questo non potrà essere dimostrato, qualsiasi viaggio compiamo potrebbe essere un viaggio all’interno della nostra mente e, pertanto, non termineremo mai di trovare nuovi pianeti, scoprire nuove malattie, nuove forme di vita….in quanto sarà la stessa mente, come in un immenso universo di sogni a crearle in continuazione e senza fine. L’Universo in espansione, pertanto, potrebbe essere una metafora per definire un generatore di sogni (e quindi di oggetti) infinito o meglio…infinito relativamente al nostro concetto di spazio e soprattutto di tempo

Photo Credits: Natasha_Connell Kellepics Comfreak Pixel2013 Mhy  – 

Photo Editing and Composition: Giorgio Lo Cicero

2 commenti su “Origini dell’Universo: l’Inutile Ricerca”

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